Quello che non riescono ancora a spiegare chiaramente in questa maledetta pandemia

In realtà sono poche le cose da sapere. Ma sono importanti. La prima è che contagiarsi da questo virus è tremendamente facile. Basta un niente. La seconda è che a differenza di tutti gli altri virus esistenti e conosciuti, dove tu sai cosa accade una volta che entra nell’organismo, qui siamo davanti a qualcosa di assolutamente nuovo nella storia della medicina: NON ESISTE UNA MANIFESTAZIONE UGUALE.

In alcuni può passare senza farsene accorgersene. In altri ancora porta febbre e tosse. In altri dolori diffusi atroci. In altri un mal di testa micidiale e mal di gola con febbre altissima. In altri ancora trombi diffusi in diversi organi del corpo con danni ai reni o al fegato o ad altri organi. In altri vomito e diarrea fortissimi. In altri problemi respiratori. In altri infine la morte. In pratica è una situazione folle, incontrollabile, che non risponde esattamente alle terapia farmacologiche e che non crea nemmeno immunità duratura, tanto che qualcuno dopo averlo preso lo ha ripreso, e questo preoccupa un po’ per il vaccino perché rischia di non essere in grado di proteggere a lungo se non per uno o due mesi e dunque sarebbero necessarie più dosi di richiamo, almeno 4 o 5 se non di più.

Per questo bisogna far capire a tutti coloro i quali minimizzano, che siamo davanti ad una situazione assai difficile dove è davvero imprevedibile ciò che può accadere. In una intera famiglia di Avellino solo il figlio quindicenne è finito in terapia intensiva in gravi condizioni mentre gli altri non hanno avuto che sintomi lievissimi.

Vanno zittiti i negazionisti, tutti, e vanno zittiti tutti coloro i quali ne fanno un gioco politico. È una situazione che richiede grande, grandissima attenzione, e che può essere superata solo se tutti impariamo a fare dei sacrifici, come ad esempio evitare di trovarci in luoghi con molta gente ed evitando situazioni di rischio non legate ad esigenze importanti, come il lavoro o la spesa. Solo con una straordinaria collaborazione da parte di tutti può essere possibile tornare piano piano a riprenderci frammenti di normalità. Quella che purtroppo ci è stata tolta un maledetto giorno a Wuhan, quando tutto è cominciato.        

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