Guai a fermare l’evoluzione della sessualità

In politica non ci può essere ignoranza: sarebbe un crimine abominevole, piuttosto spiegare la disforia di genere a scuola aiuterebbe tanti futuri ragazzi a non entrare in depressione e a togliersi la vita, strano che non lo capiscano.

Opporsi al ddl Zan o ad alcuni aspetti dello stesso è sicuramente legittimo, ma deve essere accompagnato da argomentazioni illuminanti, non ridicole e banali. Perchè ciò che sta accadendo tra i “saggi” del senato non è proprio espressione di cultura in generale, prima che psicologica e sociologica.
Non è possibile sentire “saggi” parlare di possibilità, laddove approvato il ddl Zan, di cambiare sesso da un giorno all’altro. Ma di cosa stiamo parlando? O peggio ancora che portare l’identità di genere e l’orientamento sessuale a scuola possa alterare l’equilibrio psichico dei bambini. Sembra che lo stesso Vaticano abbia velatamente o meno velatamente posto l’accento su quest’ultimo punto.
Ma ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando e sulla pelle di chi stiamo giocando?
Chiariamo alcuni aspetti medico-psichiatrici prima, così tutto diviene più facile:
se la Natura dovesse seguire il suo corso fisiologico, senza alcun freno, non esisterebbero i maschi ma tutto sarebbe FEMMINILE. L’embrione infatti per parecchie settimane possiede sia i dotti di Wolf che i dotti di Muller, è cioè contemporaneamente sia maschile che femminile quindi pansessuale ma parla al femminile. Solo grazie al cromosoma y e soprattutto al braccino corto del cromosoma y la cascata femminile rallenta fino ad arrestarsi e degenera il condotto femminile e così la gonade (cioè l’organo della riproduzione) si fa maschile. Ma quanto maschile? Tanto quanto i geni del braccino corto avranno rallentato la cascata, e cioè in modo assai diverso per ogni maschio della terra. Nessuno sarà mai “maschio” in modo assoluto, ma maschio in un certo grado, portandosi dietro per sempre il femminile mancato. Questo dice la biologia, che possa piacere o meno alla filosofia. Poi interviene la cultura, l’allevamento, intervengono stimoli ambientali e processi interni di vario genere. E quel sesso esterno, pene e testicoli da una parte e vagina, clitoride ed ovaie dall’altra, viene modulato in modo progressivo. Non esistono né mai esisteranno maschi puri e femmine pure. Semplicemente nessuno, prima di adesso, aveva gli strumenti per capirlo. Cos’è allora la famosa IDENTITA’ di GENERE che tanto fa discutere?
IDENTITA’ DI GENERE: è la percezione del proprio genere, una percezione che va al di là degli organi sessuali che sono presenti sul corpo. Io posso sentirmi donna perché attratto dagli abiti femminili, o dai modi di fare femminili o dal modo di pensare femminile e rendermi conto che mi viene naturale pensare, agire e vestire come le donne o fare una sola di quelle cose, fermo restando che poi posso essere attratto sessualmente da maschi o da femmine o da entrambi. In questo caso entro in una condizione di disagio e, se non sono adeguatamente supportato da qualcuno che mi tuteli, rischio di essere oggetto di scherno da parte di persone insensibili fino ad ammalarmi o persino a tentare il suicidio. Questo disagio è chiamato DISFORIA DI GENERE. Migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze in passato hanno perso la vita, si sono ammalati di patologie psichiatriche gravi ed anche somatiche, perché incapaci di gestire questa fase così delicata, tanto che si pensava in ambito medico che la Disforia di genere fosse una MALATTIA MENTALE SERIA. Fino a quando il 25 Maggio del 2019 L’OMS, cioè la massima istituzione mondiale in materia di MEDICINA, ha deliberato che la DISFORIA DI GENERE NON È NEL MODO PIU’ ASSOLUTO MALATTIA NÉ FISICA NÉ MENTALE. Fa semplicemente parte della salute sessuale ed addirittura la stessa OMS chiama (nel 2019) i governi del pianeta a sbarazzarsi delle varie misure discriminatorie presenti da tempo. Addirittura viene evidenziato come il bullismo e qualsiasi forma di discriminazione in soggetti sanissimi con semplice “disforia di genere” sia in grado di generare pericolosi disordini psichiatrici fino all’istigazione al suicidio. Ora, come si può pensare di legittimare una Scuola a non affrontare didatticamente l’argomento relativo all’identità di genere ed alla disforia di genere o l’insegnante di catechismo o chiunque altro, quando stiamo parlando di qualcosa PROFONDAMENTE CONNATURATO CON LA REALTA’ E CON CUI OGNI BAMBINO E BAMBINA DEL MONDO DOVRA’ FARE I CONTI, SE NON ALTRO IN TERMINI DI CULTURA SOCIALE, ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA? Sarebbe come continuare a dire che l’omosessualità non esiste o che l’uomo non sia mai andato sulla Luna. Per completezza è giusto si sappia che, oltre a maschile e femminile, esistono nella mente dei ragazzi molti altri generi, sbandierati sui social (dove bambini e ragazzi atterrano costantemente e se non edotti finiscono per essere drammaticamente a rischio perché incapaci di capire con la loro testa e quindi tremendamente vulnerabili) anche se non tecnicamente e psichiatricamente definibili tali ma, ripeto, tali lo sono nella mente dei ragazzi: per loro è più facile inglobare nel calderone “omosessuali, bisessuali, transgender, trans, transessuali, intersex, androgini, agender, crossdresser, drag king, drag queen, genderfluid, genderqueer, intergender, neutrois, pansessuali, pan gender, third gender, third sex, sistergirl infine brotherboy” e per i più fragili imitarne alcuni senza capirci niente e con conseguenze devastanti.
Detto ciò, vogliamo continuare a prenderci in giro dicendo che al mondo esistono solo “maschio” e “femmina” e l’unica sessualità è quella procreativa nella posizione del missionario, lasciando sconsideratamente allo sbando intere generazioni che non capendo nulla non sapranno viversi nulla di bello e profondo della loro sessualità percepita come amorfa diventando così perversi e pervertiti perchè indotti dalla IGNORANZA ad esserlo, o vogliamo provare a smetterla di fare i pagliacci a Palazzo Madama e capire che è arrivato il momento di guardare in faccia la realtà e conoscere fino in fondo che significa “SESSUALITA’?”
Diversamente in tanti ancora, tra bambini e ragazzi, continueranno a pagarne le conseguenze. E chi non avrà avuto il coraggio di affrontare le cose come era giusto che fossero affrontate ne sarà responsabile e moralmente condannabile.
Un invito ai signori che il 13 luglio prossimo si troveranno a votare in scrutinio segreto affinchè comincino a pensare con la testa libera da contaminazioni fanatiche e capziose ed in funzione dei bambini e dei ragazzi della post-pandemia. In fondo si tratta dei loro figli e dei loro nipoti. Non credo si perdonerebbero un eventuale disagio psichico che gli stessi si troveranno ad affrontare e dalle conseguenze devastanti, di cui essi stessi ne sarebbero gli autori materiali, di conseguenza identificabili come “criminali”.

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