Ma poi si tradisce per davvero?

Già, si tradisce per davvero? Che bella domanda!

Forse scontata, perché tutti quelli che tradiscono se la saranno fatta almeno una volta nella loro vita.

In realtà no, non si tradisce mai. Perché qualsiasi momento fuori dalla relazione è un momento che sta dando qualcosa che probabilmente non c’è nella relazione, qualcosa di diverso, bello o brutto che sia, dunque “altro” rispetto alla relazione. Piuttosto la voglia di tradire diventa un meraviglioso campanello d’allarme che sveglia dal torpore di una storia apatica, a tratti noiosa, di quelle che oramai non t’aspetti più nulla, che sai già tutto, che tutto alla fine ti va bene ma in realtà non ti va bene per niente. Ci si è accontentati di qualcosa che non batte più, che non vibra più. Come le emozioni dentro. In fondo non ti manca niente, e quello che hai gli altri dovrebbero combattere battaglie di molte vite per averlo. Eppure non ti rende felice come sognavi nell’infanzia della vita tua. E’ qualcosa. Come quando dici a qualcuno: non sei un granché ma sei un tipo! Oppure quando senti: è bella dentro, è bello dentro, per coprire il fatto che fuori non si possa dargli che poche lire. Ecco, la storia che poi si arricchisce del tradimento è questa! Una storia insipida a cui ci aggiungi il sale. Ma il sale, si sa, fa male. Alza la pressione e ti fa venire sete. Ti piace ok, ma fa male. Allora scegli: o continui a farne uso mettendoti a far palestra e bevendo di continuo, oppure ci rinunci. Se scegli di tradire devi accettare il sacrificio, e la lotta, e devi accettare di spiegare a chi dovesse mai attaccarti per questo, quanto sia davvero importante per te, quante emozioni di te riesce a risvegliare veramente e profondamente. Ma poi, quando lo fai, quando cioè confessi il tradimento, quelle emozioni così belle e suggestive non le provi quasi più, perché avevano un fascino proprio nella clandestinità. Come quando da bambini si fuma e si cerca di nasconderlo ai genitori, e magari si dimentica che i vestiti l’odore di quel fumo non lo perdono. E alla fine, si sa, va bene anche così. Vero? Chissà….

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