Quando a morire è tuo figlio…

tristeFa male, negarlo sarebbe sciocco. Fa male perché per una volta ancora ti scontri con l’assurdità della vita stessa, che dà e che toglie e lo fa nelle maniere più bizzarre, quando meno te l’aspetti. Lo fa… E non smetterà mai di farlo.  L’idea che un bambino, un ragazzo, possa incontrare la morte per mano della scelta di chi ha giurato di amarlo senza condizioni per sempre lascia quasi basiti, increduli. Eppure qui stiamo parlando di sofferenza, di qualcosa cioè che non trovi ai saldi nelle piovose serate d’autunno in cui ti regali lo shopping per non pensare, ed illuderti che tutto vada come deve andare, mentre sai bene che così non è ma non hai il coraggio di dirlo alla tua coscienza, per non sentirtene in colpa un attimo dopo. Già, un attimo dopo…quell’attimo in cui i due genitori hanno realizzato che il loro figlio non c’era più, che nessuna speranza poteva più emergere come Afrodite dall’oceano dell’oblio e sedurli con la menzogna che ce l’avrebbe fatta, che qualcosa era ancora possibile. Deve essere stato terribile quell’attimo. Cinico e spietato pure lui, come quella scelta. Una scelta che nessuno al mondo vorrebbe trovarsi a fare mai. Eppure quei dolori erano insopportabili, rendevano il gusto della vita amaro e laceravano la pelle dei sensi, uccidendo i sogni. La vita per quelle due persone non sarà più la stessa. Come non sarà più lo stesso il loro sogno. Si sono svegliati troppo in fretta, ed hanno scoperto che quel sogno in realtà era un incubo. Come un incubo è stato tutto il tempo della malattia per quel ragazzo, per i suoi sogni, per tutti i desideri che vedeva allontanarsi disperati mentre si rassegnava all’idea non avrebbe potuto fermarli nel loro volo, perché comunque la forza non ce l’aveva più, non quella che sarebbe stata sufficiente a fermarli in volo, perché si potesse attaccare alle sue ali.

Ma prima di indossare la maschera di pulcinella, dispensando giudizi come si fa coi petali di rosa al passaggio della sposa, proviamo a ingoiare per un istante la saliva della saggezza, e guardiamo oltre l’orizzonte che siamo abituati da sempre a pensare sia l’unico vero spazio in cui finisce il mondo visibile. Con la forza del pensiero possiamo andare oltre, molto oltre. Uno zigote di sogni in embrione ce ne ha, sono le sue potenzialità di essere uno stupendo essere umano che non sarà mai, perché qualcuno avrà deciso così, e se lo ha fatto avrà avuto le sue buone ragioni ci diremo. Come buone ragioni sono quelle che portano i grandi della terra a bombardare luoghi maledetti in cui il male si è incistato e va eradicato anche al prezzo del sangue innocente di bambini che grandi non lo saranno mai. Per non parlare dei bambini che in quei luoghi e da quei luoghi scelgono di indossare una cintura esplosiva e fare boom, salendo direttamente in paradiso. Senza dimenticare casa nostra, dove ai minori concediamo tutte le attenzioni possibili eppure continuano ad essere violentati, dimenticati in auto, sbranati da cani incustoditi, obbligati ad essere testimoni di dispute assassine tra i genitori che non si vogliono più, e li trattano come pacchi postali, o peggio ancora devono guardare inermi gli stessi angeli che avrebbero dovuto amarli picchiarsi, offendersi, gridare a squarciagola perchè tutto il condominio ascolti, e si renda conto del potere forte che sanno avere. E tutte le volte che uccidiamo il bambino che è in noi per diventare grandi in fretta, vergognandoci quasi di provare l’innocenza nei sensi? E di quando infine riempiamo di aspettative i nostri figli perché diventino quello che non siamo riusciti a diventare noi quando avevamo la loro età, negandogli la libertà di essere amati per quello che sono, di scegliere quello che realmente il loro cuore sente di scegliere? Non dovremmo essere giudicati e forse condannati per tutto questo?

Di argomenti di cui parlare ne avremmo tanti, se appena per un attimo sospendessimo ogni giudizio, e restassimo in silenzio….a riflettere….   

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