Non riesco più a fare a meno di te

Non riesco più a fare a meno di te Amore ed eros seminario a cura di Francesco Attorre

Tratto dal seminario motivazionale del 14 Febbraio nella Libreria “Cialuna” di Barletta (BT)
 
Non riesco più a fare a meno di te Amore ed eros seminario a cura di Francesco AttorreUna cosa che non sappiamo è che alla nascita il cervello umano ha il 25% del suo volume definitivo, contro il 50% dei mammiferi. Questo è necessario per evitare che la grande testa possa devastare la cavità uterina. Poi accade che fino a sei mesi circa, l’età cioè in cui li cervello raggiunge il 50% del volume, e a cui in pratica dovrebbe avvenire il parto, un bambino non è un bambino, bensì un vero e proprio “feto”.
 
Quindi noi veniamo al mondo totalmente immaturi, per questo siamo così bisognosi di dipendere da qualcuno. Perché da soli non ce la faremmo a sopravvivere.
 
In latino “Mentiri” significa “immaginare”. Quindi immaginare è un po’ anche mentire, se vogliamo.
 
Noi senza accorgercene tendiamo a costruire una realtà modificandola secondo le nostre esigenze emotive, e finiamo col credere non tanto a quanto riferito dai sensi, ma quanto piuttosto a ciò che ottimizza l’umore, cioè che ci fa stare più sereni, quasi felici.
 
Cosa fa dunque l’Inconscio?
 
Semplice: è un sistema dinamico che sopprime le informazioni dolorose per fare in modo si crei un migliore equilibrio adattativo. Noi abbiamo bisogno di adattarci, altrimenti soccombiamo. Ci serve qualcosa che ci permetta di adattarci al meglio, al meglio che possiamo. Ecco che ci viene incontro l’Inconscio. E ci aiuta in questo. Ci sono verità che non possiamo accettare perché ci provocherebbero un dolore atroce. Allora facciamo in modo di mitigarle con i pensieri, costruendoli ad hoc. L’esempio più tipico è la morte. Ci diciamo esiste una realtà dopo la morte. Che ci sia davvero o no adesso non importa. Importa pensare che il solo fatto che ci possa essere ci fa stare meglio qui, adesso. Così è l’amore. In un certo senso ci serve. Ci serve a stare bene qui, adesso.
 
Melanie Klein diceva che studiando i bambini aveva capito quanto, se solo avessero voluto, sarebbero stati capaci di una cattiveria sconfinata. Figuriamoci di cosa può essere capace l’Uomo. Ma da chi la impara quella rabbia, e soprattutto…perché?
 
Per capire l’amore dobbiamo capire cosa accade ad un bambino lungo il suo percorso di crescita, che lo porta a diventare un Uomo. Per la biologia un bambino è un apparecchio dotato di comportamento progettato per trasformarsi in un adulto autonomo. Nel suo DNA, cioè nel suo programma di intenzioni automatiche, è scritto di prendere per sé quanto più possibile e quanto di meglio sia possibile, prima che lo facciano gli altri e prima che gli altri possano impedirglielo. L’idea della lotta, della sfida continua, della guerra, nasce presto nella mente dei piccoli, e ci resta.
 
Ma se siamo in guerra significa che qualcuno ha il compito di difenderci, di proteggerci, almeno fino a quando non siamo capaci di farlo per conto nostro. Da noi stessi. E questo qualcuno è chi sceglie di prendersi cura di noi.
Ma cosa accade se ad un certo punto io bambino mi accorgo che chi mi minaccia è la stessa persona che in origine era deputata alla cura di me? Succede che quel bambino si legherà a quel genitore in un modo assurdo, perverso, fino a sacrificare tutto di sé per quel legame. L’amore, quello patologico, nasce e si sviluppa da qui. E condizionerà per sempre la vita della persona, facendole fare scelte drammaticamente sbagliate, che la faranno soffrire come non avrebbe immaginato mai….

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