Il fascino del male colpisce sempre

Per quanto possa dare fastidio, perché dà fastidio, l’adrenalina accende l’eros. La ragione forse risiede nella antropologia e nella biologia umana ed animale: davanti ad una situazione di pericolo dove inconsciamente temi di perdere la vita, il tuo corpo si mette in condizione di esprimere al massimo il suo potere sessuale, e capisci subito il perché.

In pratica è come se attraverso l’ultimo atto procreativo una nuova vita oltre te prendesse forma. In caso tu morissi, il tuo DNA non finirebbe il suo tempo. Purtroppo noi siamo abituati a stravolgere le cose, e finiamo per farlo anche in questo caso.

La materia grigia a volte sbiadisce abbastanza, e perdendo i freni inibitori della coscienza ci troviamo attratti istintivamente da persone o situazioni dove l’adrenalina schizza su.

Credi le violenze sessuali non facciano la differenza? Più la vittima urla e si agita, più il carnefice si eccita, perché potrebbe essere scoperto e tratto in arresto o picchiato, e si eccita ancora di più mentre pensa questo, ma basta anche una cosina più leggera a farti capire: farsi l’amante è bello e seducente se accade in clandestinità.

Chiedi ai due amanti di rendere pubblica la loro storia e sostituire gli incontri nascosti, i messaggi sul cellulare da cancellare e le scuse con cui mascherare le uscite di casa con un felice coming out ai propri partners: perderebbero un botto di passione e di voglia e dopo un po’ non si inseguirebbero più.

E poi ci sono le derive pietose di un tempo recentissimo, dove sulle chat di incontri si vanno a cercare persone problematiche da un punto di vista psichiatrico o finanche sieropositive o nei guai con la giustizia. Persone che più stanno compromesse in qualche modo più “attizzano” mi verrebbe da dire, usando un termine pseudovolgare preso a prestito dai comici di basso livello che però rende il concetto a mio avviso, perché di un Eros volgare e maleodorante stiamo parlando, non certo di altro.

E ci si imbatte con un Piacere sozzo, intossicato dal brivido della morte, perché purtroppo per quanti sforzi possiamo non riusciremo mai a liberarci, a meno che non costruiamo una vita di genuina felicità, di quel mostro con la falce in mano che ci perseguiterà per tutta la vita.

Ma cercarla nel piacere immortale e puro del sesso, dell’affetto infine dell’amore, significa perdersi con lei, e non trovarla mai perché in quel piacere non c’è posto per il male. Quel male è dentro noi quando abbiamo paura di farci accarezzare sulla pelle del cuore.

Siamo noi il male quando non ci emozioniamo più per il primo fiocco di neve e ci annoiamo di tutto, più che mai del sesso e della sua poesia. Peccato davvero, perché è proprio in quella poesia che si nasconde l’elisir dell’immortalità. Ma in tanti non lo sapranno mai.

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