Essere mamma

Dovrebbe venire naturale, invece non accade. Mamma è qualcosa in più di una partoriente. Mamma non è accudire, non è lavare, cucina, stirare. Non è nemmeno preoccuparsi. Mamma è scrivere un modello, una storia nella storia, perché ogni figlio ed ogni figlia del mondo possano lasciare un segno nel tempo, e non morire nel niente del tutto è uguale a tutto, come accade quasi sempre.

Mamma è sapere di esserci senza doverti imporre di farlo, nel silenzio delle parole ma non dei gesti. Uno sguardo che ti segue e che ti accompagna silenzioso, senza giudicare mai, è assai più forte di qualunque regola o qualunque compito. Mamma è una dimensione dell’essere, un modo di essere del corpo e dell’anima che incontrano l’infinito e lo contengono dentro sé come il grembo suo contiene il bambino del mondo, perché sia Persona.

Mamma è l’unica parola che prima di morire l’inconscio richiama dal buco nero dei ricordi, e la sussurra appena. Si muore cercando disperatamente la posizione fetale, quella del “prima che fosse luce”, quella del grembo suo, per incontrare Lei, tornando dove tutto era cominciato.

Una madre è l’espressione del perdono, dell’accettazione incondizionata, del dolore che trattieni dentro e che porti in te con dignità assoluta, perché poi lo trasformi in qualcosa di immensamente più grande, come la vita che sarà. È l’incanto di un abbraccio, perché è lei ad insegnarti il primo abbraccio. È la mano che ti accarezza lieve mentre la tua paura di diventare grande e abbandonare la culla dell’infanzia si fa incipiente, e a volte crudele. Mamma è tutto quello che ti manca per diventare Uomo, per diventare Donna.

Eppure spesso una mamma dimentica tutto questo, e si perde un po’. Si perde nel buio della sua coscienza, tra le ferite che non è riuscita a guardare negli occhi come avrebbe voluto, come avrebbe dovuto, e ne paga il prezzo. E con lei lo paga il figlio suo, con spallucce troppo piccole per portarci addosso un peso così grande. E la musica finisce di allietare, la giostra smette di girare, le luci si spengono un po’.

Il resto è cronaca, è storia triste di un quotidiano che non vorremmo mai, ma che c’è. Purtroppo sì…c’è…e non smette mai di fare male…come il vuoto di Lei…

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