Ansia: nemica o amica?

L’ansia.

La temuta e spaventosa nemica!

In realtà, più che nemica, potremmo considerarla una scomoda amica o meglio ancora un’amica con due facce: quella buona e quella cattiva, alla stregua del colesterolo per intenderci.

Quella buona funge da campanello d’allarme in caso di situazioni pericolose o di stress emotivo e psicologico, serve cioè a mettere in moto una serie di reazioni che ci difendono da conseguenze negative,  ad esempio ci aiuta a restare vigili in caso ci siamo persi per le strade di una città che non conosciamo o ci aiuta a motivarci in caso a lavoro siamo pieni di cose da fare e perdiamo un pochino di entusiasmo. In pratica l’ansia è utile quando ci si sente sicuri e si ha la percezione di avere gli strumenti per contrastare qualsiasi pericolo.

Diverso sarebbe se, in caso ci perdessimo, iniziassimo a sudare e ad avere il battito accelerato o se, subissati di lavoro, iniziassimo a piangere disperati urlando: “non ce la farò mai”.

In questi ultimi due casi l’ansia è cattiva e a causarla possono essere molteplici situazioni di vita legate a fattori socio-economici, familiari, relazionali ed anche, perché no, sentimentali.

A

Vediamola da vicino.

L’ansia viene definita come “paura, spesso infondata, per uno stimolo concreto che viene avvertito come minaccioso” e si manifesta con sintomi quali preoccupazione, agitazione, palpitazioni, tachicardia, respiro corto, eccessiva sudorazione e nausea.

Chi colpisce?

Le vittime dell’ansia coinvolgono una fascia enorme di persone, nessuno escluso!

In particolare, di recente, si è registrato un aumento dello stato ansioso tra le nuove generazioni che, sperimentando una crisi di identità che causa vissuti di impotenza dinanzi alle avversità, già prima dei vent’anni si rivolgono infatti ad uno psicoterapeuta.

In questo specifico caso i fautori di un crescente stato d’ansia sono soprattutto i familiari, infatti chi è figlio di genitori ansiosi avrà molte possibilità di essere a sua volta ansioso in quanto, avvertendo la costante preoccupazione della madre o del padre nei suoi confronti, crescerà insicuro di se stesso e convinto di non essere in grado di affrontare autonomamente le situazioni. Facilmente si sviluppa la stessa insicurezza in un ambiente dall’equilibrio precario dove i genitori hanno un rapporto conflittuale e litigioso.

Tutta quest’ansia non giova sicuramente nemmeno dal punto di vista socio-relazionale!

Chi è ansioso può sviluppare infatti un disturbo della sfera affettiva e sessuale derivato proprio dal timore di affrontare l’intimità.

Nel rapporto col prossimo poi, il rischio che si corre è di limitare le relazioni amicali o assumere atteggiamenti poco spontanei per non essere vittima di giudizio da parte degli altri, compromettendo fortemente le interazioni in quanto la persona ansiosa è costantemente presente solo a metà, negandosi autentiche esperienze di piacere.

Don’t Panic!!!

Qualche rimedio c’è.

  • Cercare di ritagliarsi dei momenti per se stessi, dedicandosi a qualcosa di piacevole: un bagno rilassante, una passeggiata, un’escursione.
  • Imparare ad accettarsi per come si è, difetti compresi, che sicuramente riescono a renderci unici, perchè con ogni probabilità sono assai meno limitanti di quanto si pensi.
  • Elencare su un taccuino le cose che non si ha mai avuto il coraggio di fare, anche quelle che possono sembrare banali, e sforzarsi di affrontarle. Riuscire a farle rinforza la propria autostima aiutando a sentirsi più sicuri di sé.
  • Prendere l’abitudine di addormentarsi pensando a qualcosa di bello accaduto durante la giornata, come aver incontrato un amico e aver preso un caffè con lui, è un comportamento positivo del quale fare tesoro per sentirci più solidi e affrontare la vita con meno timore e più sicurezza.

Nei casi in cui l’ansia sia particolarmente forte è possibile risolvere il problema perseguendo altre strade come ad esempio partecipare a delle terapie di gruppo o intraprendere un percorso psicologico con uno psicoterapeuta.

L’articolo è stato scritto da:

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *